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Sessione conclusiva del Tribunale Permanente dei Popoli dedicata a

Diritti fondamentali, partecipazione delle comunità locali e grandi opere

Si è tenuta a Torino e Almese dal 5 al 8 novembre 2015 la sessione conclusiva del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP)su grandi opere e diritti fondamentali dei cittadini e delle comunità locali.
La sessione si è conclusa con una sentenza "storica" di condanna dell'intero SISTEMA DELLE GRANDI OPERE
La Val di Susa è stato l'osservato speciale ma in compagnia di altre realtà italiane ed europee: MOSE, MUOS, Notre Dame des Landes,...
Le conclusioni hanno un grande rilievo considerata l'autorevolezza di un organismo quale il Tribunale Permanente dei Popoli che gode di grande prestigio internazionale.
Hanno fatto parte della giuria giudici provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Cile e Colombia.
Sono stati quattro giorni intensi seguiti con attenzione da un folto pubblico.

Vedi anche:


TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI – TPP


Istruttoria per la Sessione dedicata a:
DIRITTI FONDAMENTALI, PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ LOCALI E GRANDI OPERE
(Dal Tav alla realtà globale)


14 marzo 2015
Aula magna della Cavallerizza Reale
Via Verdi 9 – Torino

 

Registrazioni audio/video, testimonianze, documenti

Vedi anche una breve cronaca nella nuova rubrica L'opinione di...


Per vedere i video in una finestra più grande guardali direttamente su YouTube

 

Alessandra Algostino
Università di Torino

 

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Lezione magistrale di Luis Moita
Università autonoma di Lisbona
componente del TPP

 

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Gianni Tognoni
Segretario generale del TPP

 

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Livio Pepino
Controsservatorio Valsusa

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Sandro Plano
Sindaco di Susa
Presidente dell'Unione dei Comuni Valsusa

 

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Geneviève Coiffard-Grosdoy
Notre Dame des Landes

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Testimonianza di Gustavo Esteva
Messico

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Testimonianza di Raul Vera
vescovo di Saltillo (Messico)

(nota: il 14 Marzo è stato presentato un ampio estratto di questa versione integrale)

 

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Testimonianza di Flavio Valente
FIAN international (Brasile)

 

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Testimonianza di Ernesto Cardenal
Nicaragua

 

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Antoni Pigrau Solé
componente del TPP - Spagna

 

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Roberto Schiattarella
componente del TPP - Italia

 

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Perfecto Andrés Ibáñez
componente del TPP - Spagna

 

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Gianni Tognoni
Segretario generale del TPP

 

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Tribunale Permanente dei Popoli

L'ufficio di Presidenza del Tribunale Permanente dei Popoli ha preso in esame, ai sensi dell'art. 12 dello Statuto, il ricorso presentato dal dr . Livio Pepino nella qualità di presidente del Controsservatorio Valsusa e da numerosi sindaci di Comuni della Valle di Susa e responsabili di Comunità Montane, nonché la richiesta di una rete di "gruppi esperti" e di "comunità resistenti" di Stati Uniti e Inghilterra per una Sessione sul fracking

1. Il Tribunale Permanente dei Popoli, fondato da Lelio Basso sull'esperienza del Tribunali Russel, è un tribunale di opinione istituito per promuovere il rispetto universale ed effettivo dei diritti fondamentali dei popoli, determinando se tali diritti siano violati (art. 2 Statuto).
Il TPP giudica in merito a ogni tipo di violazione grave e sistematica dei diritti dei popoli, sia che tali violazioni siano commesse dagli Stati, sia da altre autorità non statali, o da gruppi o organizzazioni private, o anche le responsabilità personali dei loro autori; giudica, in particolare, sui crimini contro la pace e l'umanità, su ogni violazione dei diritti fondamentali dei popoli e delle minoranze, sulle violazioni gravi e sistematiche dei diritti e delle libertà degli individui.
Il TPP non si considera competente a pronunciarsi su casi particolari di violazione dei diritti e delle libertà del singolo individuo, salvo quando esista una relazione con una violazione del diritto dei popoli (art. 1 Statuto).
Il TPP applica i principi internazionali dello jus cogens in quanto espressione della coscienza giuridica universale; la Dichiarazione di Algeri sui diritti fondamentali dei popoli; gli strumenti giuridici fondamentali delle Nazioni Unite, in particolare la Dichiarazione universale e i patti internazionali sul diritti dell'uomo, la dichiarazione sulle relazioni amichevoli tra gli Stati, le risoluzioni dell'Assemblea generale sulla decolonizzazione e sul nuovo ordine economico internazionale, la Carta dei diritti e dei doveri economici degli Stati; la Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio; ogni altro strumento giuridico internazionale, universale o regionale tendente a sviluppare, aggiornare o ampliare il senso e i contenuti dei testi che si riferiscono ai diritti dei popoli.

2. Il ricorso, di cui è primo firmatario Livio Pepino, riguarda sia le attività già realizzate e in corso di svolgimento nella Valle di Susa, sia il progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità di collegamento di Torino a Lione. I ricorrenti espressamente escludono dall'oggetto del loro ricorso i profili attinenti a procedimenti penali in qualche modo collegati con i lavori e con il progetto del TAV.
Richiamate le ragioni dell'opposizione che il progetto TAV da lungo tempo incontra, sviluppandosi in forti contrapposizioni che hanno dato luogo a grandi manifestazioni e anche a episodi violenti di protesta e repressione, i ricorrenti sottolineano il carattere autoritario della decisione assunta dalle autorità statali centrali di costruire l'opera, scavalcando popolazione e istituzioni locali, i rischi per l'ambiente e per la salute della popolazione locale, l'inutilità dell'opera e lo spreco di risorse in un periodo di grave crisi economica; espongono lo sviluppo degli studi e delle decisioni progressivamente realizzati in vista dell'opera e mettono in luce la carenza di vere consultazioni con la popolazione locale sul se, prima ancora del come realizzarla. In proposito richiamano l'obbligo delle autorità pubbliche di adottare procedure decisionali partecipate, in particolare riferendosi alla Convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, che, in particolare agli artt. 6-9, stabiliscono gli obblighi delle autorità pubbliche di pubblicità e consultazione degli interessati, in vista della esecuzione di opere con impatto ambientale e il diritto degli interessati a ricorsi giurisdizionali o davanti autorità indipendenti.
Il ricorso pone tematiche simili a quelle già attualmente sottoposte all'esame del TPP: specificamente il caso Messico, quello dell'industria mineraria del Canada, e la richiesta – giunta in parallelo a quella TAV, da parte di una rete di "gruppi esperti" e di "comunità resistenti" di Stati Uniti ed Inghilterra – di una Sessione sul fracking.

3. Le considerazioni del ricorso TAV sull'inutilità dell'opera o sulla sua inopportunità in rapporto ad impieghi alternativi delle ingenti risorse economiche ad essa destinate, non possono costituire oggetto di valutazione da parte del TPP. Si tratta di valutazioni e scelte strategiche di carattere economico, sociale e politico, che potrebbero interessare il profilo dei diritti fondamentali eventualmente lesi se si dimostrassero del tutto infondate e di mera copertura rispetto a scopi diversi e ricollegabili alla violazione di tali diritti della popolazione. Nel caso di specie il programma di realizzazione dell'opera è oggetto di trattati internazionali tra Italia e Francia (con interessamento dell'Unione europea), ratificati dai relativi Parlamenti. Ciò che – in regimi democratici come quelli qui interessati ‒ dovrebbe indicare l'inidoneità di approcci giudiziari al loro riesame nel merito, anche quando essi si traducano nell'intervento di un tribunale di opinione come il TPP.
Escluso che il TPP possa impegnarsi nella rivalutazione dell'utilità ed opportunità dell'opera e ritenuto che i segnalati rischi per la salute della popolazione non possano nella specie ‒ e allo stato ‒ dar corpo a quella grave e sistematica violazione del diritto fondamentale alla salute che potrebbe muovere il TPP, deve prendersi in esame il tema della procedura di pubblicizzazione del progetto e di consultazione delle popolazioni interessate.

4. La questione posta dal ricorso TAV è di grande interesse generale, posto che essa riguarda numerosi altri casi di opere pubbliche di grande importanza, europee ed extra europee. Non per nulla essa è stata fatta oggetto di una Convenzione internazionale ed è trattata in varie sentenze della Corte europea dei diritti umani che toccano temi ambientali.
In ordine alla questione della idoneità e adeguatezza delle consultazioni, si pongono problemi importanti di carattere generale che, anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani e della Corte interamericana di San José, prospettano temi di grande complessità e importanza, probabilmente non definibili con regole generali e astratte, ma piuttosto legati alle peculiarità di ciascun caso.
In particolare merita l'attenzione del TPP l'indagine – nella concreta esperienza vissuta dalle popolazioni interessate ‒ sulla natura e finalità delle procedure di consultazione e quella del rapporto/limiti di prevalenza dell'interesse generale rispetto a quello locale. Si tratta di questioni che si prestano a discussione e approfondimento mettendo a confronto vari casi che le mettono in evidenza, in vista dell'assunzione di posizioni di principio. Questo ricorso ‒ esaminato insieme e in raffronto ad altre simili vicende ‒ potrebbe valere come veicolo o occasione di approfondimento di temi destinati a investire prepotentemente il dibattito giuridico e politico.

5. All'esito dell'esame delle richieste e dei pareri espressi dal presidente emerito Salvatore Senese, dal vice-presidente Philippe Texier, dal prof. Antoni Pigrau, valutata la nota informativa del segretario generale Gianni Tognoni, la Presidenza ha ritenuto che:

a) la vicenda TAV costituisce per il TPP – insieme e in raffronto ad altre similari vicende europee ed extra europee – l'occasione di approfondimento e di dibattito, non per gli aspetti più strettamente tecnici (affidabilità o meno di dati economici e/o di rischio per la salute), quanto per ciò che riguarda le finalità e l'effettività delle procedure di consultazione delle popolazioni coinvolte e l'incidenza sul processo democratico. Sempre più chiaramente si evidenziano anche nei Paesi cosiddetti "centrali", situazioni ‒ più volte rilevate nei Paesi del Sud anche in sessioni del TPP per quanto riguarda il rapporto tra sovranità, partecipazione delle popolazioni interessate, livello delle decisioni politico-economiche – che mettono in discussione e in pericolo l'effettività e il senso delle consultazioni e la pari dignità di tutte le varie componenti delle popolazioni interessate;

b) in questo senso il caso TAV, insieme alle altre vicende segnalate al TPP, è "rappresentativo" di processi e meccanismi più generali, specificamente importanti nell'attuale fase della evoluzione economica-politica europea e mondiale. Il TPP dovrà esaminarlo e discuterlo insieme ad altri casi (europei e extraeuropei), che nel loro insieme siano ben significativi delle diverse modalità secondo cui (in Paesi e per problemi diversi, ma comparabili e complementari) si esperimenta la realtà di un diritto solo procedurale e l'assenza di effettivi strumenti giuridici di azione;

c) l'attivazione della fase operativa del processo istruttorio prevede in questo senso il completamento e la qualificazione dello scenario dei casi candidati ad essere inclusi nel lavoro del TPP, oltre che il contatto diretto ed il coinvolgimento dei gruppi interessati, sia in Europa sia in altri continenti. Il collegamento e l'inclusione del processo al fracking sono assolutamente importanti, e se ne dovranno valutare esplicitamente le modalità ed i tempi rispetto a quelli previsto nella richiesta ad hoc;
d) l'attività del TPP sarà articolata in una serie di sessioni dedicate via via a cluster omogenei di casi e relativi aspetti tematici, secondo la logica e le modalità adottate con efficacia in Messico e Canada (dopo le esperienze di Colombia e quella delle Transnazionali Europee);

e) si può ragionevolmente ipotizzare di poter concludere la fase istruttoria entro l'anno e di procedere a una seduta pubblica di presentazione generale dello scenario dei casi entro primi mesi del 2015. La seduta potrebbe avere le caratteristiche di quella realizzata in Messico nel 2011 e sarà svolta in un Paese da individuare secondo quanto risulterà più opportuno;

f) è costituito, come riferimento per la Presidenza del TPP, un gruppo di lavoro per la prosecuzione dell'attività istruttoria, che include i componenti del TPP sopra indicati, con l'aggiunta dell'economista prof. Roberto Schiattarella.

Roma 20 settembre 2014

il presidente
Franco Ippolito

Fact sheet containing a description of the complaint
to the Permanent Peoples' Tribunal on the situation in Val Susa.

Last April, the Val Susa Counter-Observatory, and a large group of administrators from local villages and towns, addressed the Permanent Peoples' Tribunal regarding the situation in Val Susa. These individuals requested the Tribunal to verify whether the issues regarding the Lyon-Turin TAV (high-speed train) were respectful of the basic rights of the valley inhabitants and local communities, in other words, if there have been serious and systematic violations of the above-mentioned rights.

The details of the issue are briefly described below:

Val Susa connects Italy to France by means of four alpine passes, and is located in the western part of Piedmont, west of Turin. It includes 39 municipalities and has approximately 97,000 inhabitants.

The valley is currently traversed by the international Fréjus railway line (the so-called Torino-Bardonecchia-Modane-Lyon historic line), the A32 motorway (completed in 1994) running parallel to the railway line, two state roads and other minor thoroughfares.

Val Susa has been threatened, for twenty-five years, by a new high-speed train railway line infrastructure project, when the motorway crossing the valley had still not been completed yet. These high-speed trains would transport both passengers and goods, and the line was designed to be 270 km long, partly in Italy and partly in France. It includes a 57-km tunnel through the Alps at 600 metres above sea level. The tunnel has not been started yet, but three exploratory tunnels were excavated in France between 2002 and 2012, whereas, in Italy, excavation is in progress to complete a geognostic (exploratory) tunnel started in 2012 in the Maddalena area of the village of Chiomonte: this tunnel should be concluded within five years.

Since the project for a new railway line was presented, strong opposition has developed in Val Susa, with enormous support from the local population and administrators, academic professors, experts in several disciplines, who have highlighted multiple critical aspects since the very beginning. This opposition was, and is, focused on:

a) the environmental impact and extreme risk for the health conditions of the inhabitants, resulting from the excavation in progress in a mountain rich in asbestos and uranium, and the relative preparatory work, where the dust deriving from this work would spread in the atmosphere;

b) the evident uselessness of the project, which is requested by influential entrepreneurial and banking groups despite the presence of the existing railway line, which is providing sufficient service (currently used at less than 5% of its potential) and the decrease of passenger and freight traffic on the east-west route (road traffic is decreasing as well);

c) the waste of public money, since the overall cost of the project, according to estimates, is 26 billion Euros (in the Italian context, where final costs for large public works are generally five times higher than the estimated cost);

d) the fact that the local community did not participate in the decision-making process; local administrations were by-passed, and there was a total lack of any consultation mechanism or bottom-up participation since the beginning of the project (the local community's participation is crucial also in the light of the 1998 Aarhus Convention).

The opposition movement has grown over the years and has organized protests with mass participation on the part of the local population (up to 70,000 people), so that the case has turned into a national and international point of reference. Considering the above, the concerned economic powers and, together with them, mainstream press, and most national, as well as some local politicians stood firm and rejected any possible form of real dialogue proposed by the movement. Instead, they tried to transform the people's opposition into a public order issue to be handled by means of police and military forces (even deploying army units that had already been active in Afghanistan).

The subject of the complaint submitted to the Permanent Peoples' Tribunal goes beyond the specific case and stresses issues of general relevance: starting from the increasing environmental devastation affecting current and future generations, a basic citizens' rights, to the total exclusion of directly concerned people's participation in a decision-making process regarding those same individuals. The Val Susa case is a clear symbol of these issues, including also the fact that crucially important decisions for the lives of entire populations and/or significant numbers of citizens, were actually relegated to national and international economic and financial powers.

These issues, which are many and whose number is growing, are becoming evident in Italy and worldwide as well – proof of their central and contemporary importance. In these situations the violation of populations' and individuals' basic rights is less brutal compared to other cases that the Tribunal has analysed, nevertheless they represent a new threshold, both locally and regionally, in terms of rights with regards to attacks putting the very ecological and democratic stability of the planet at risk.

We believe that this might be a matter of interest also for the “Forum Against Unnecessary and Imposed Mega Projects” and the related organizations that are part of it. They may have a future role in the case that hopefully will soon be prepared in front of the Permanent Peoples' Tribunal

We, therefore, are sending a copy of the petition to the members of the “Forum Against Unnecessary and Imposed Mega Projects” and ask them to issue a declaration or documents in support of this initiative (also a brief version) that we shall forward to the Permanent Peoples’ Tribunal.

The demand for justice and protection concerns not only the territory in question, it also comes from an increasing number of movements and citizens affected by similar events and abuses of power.

 

Livio Pepino for the Counter-Observatory

PERMANENT PEOPLES’ TRIBUNAL

FUNDAMENTAL RIGHTS, PARTICIPATION OF LOCAL COMMUNITIES AND MEGA PROJECTS
From the Lyon-Turin high-speed rail to the global reality
Turin-Almese, 5-8 November 2015

Giudici ad Almese ridotta

Read the JUDGMENT


 

 

The Permanent Peoples' Tribunal grants a positive response to the Petition of the Val Susa Counter-Observatory

We are happy to announce an important success and a substantial acknowledgment of the movement opposing TAV (Turin-Lyon High Speed Train) and, in general, the so-called "Grandi Opere" (major public works).

The Permanent People's Tribunal, formerly known as Russel Tribunal, has judged pertinent our petition which denounces the infringements of the fundamental rights of the inhabitants, as well as of the Val Susa communities, with regard to the planned construction of the Turin-Lyon High Speed Train (TAV).

Following the petition presented by the Counter-Observatory Val Susa and by a large group of administrators of local villages and towns, the Permanent Peoples' Tribunal has decided to open a specific lawsuit to examine in particular "the objectives and the effectiveness of the procedures regarding peoples' consultation, and their impact on the democratic process".

The TPP's document highlights how "more and more often, also in the so-called "central countries" (as repeatedly reported by the TPP in the so-called "south countries", in particular with regard to the relation between power, peoples' participation to public debate, and the degrees of political-economical decisions), there are situations that call into question and put at risk the effectiveness and the meaning of consultations, as well as the rights and the dignity of the populations involved. In this perspective, the TAV case, together with others brought to the TPP's attention, is emblematic of more general processes and mechanisms, which are particularly relevant in the present economical-political European and global evolution...".

For this reason, the TPP has taken the pivotal decision to extend the lawsuit against TAV to similar cases, immediately enacting a procedure which will progress in the next months.
Referring to some transnational companies in Colombia, the TPP has recently sustained that it is a fundamental right of citizens and communities "to be consulted in order to obtain a free, prior and informed consent before adopting and applying any project potentially endangering their lands, territories or resources".
In the 35 years of TPP's existence, the lawsuit set up today is the first one addressing the violation of fundamental rights in relation to the "Grandi Opere" in Europe. This is a sign that there are prerequisites indicating how the Val Susa case represents a laboratory of an advanced research in contemporary colonial politics, different in forms compared to the traditional one, but equally devastating.


Petition from the Val Susa Counter-Observatory
to the Permanent Peoples' Tribunal

The Val Susa Counter-Observatory consigned a petition to the Permanent Peoples' Tribunal (link to the original italian text), signed by the President and Vice-President of the Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone and by a large group of administrators of local villages and towns.

Our initiative was shared by many distinguished figures on the international cultural and scientific scene, who wanted to show us their support:

all big

 

Give us your support too. Sign the petition!

We have addressed the Permanent Peoples' Tribunal because we believe that over the course of the last 25 years, since the project for a new Turin-Lyon railway line was announced, there have been serious and systematic violations of the citizens’ basic rights: the right to good health for current and future generations, the right to live in a quality environment, the right to a dignified life, the right to accuracy and transparency of information, the right to participate in decisions that affect one’s own life.

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