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nebbia a banchi

L'esposto/denuncia alla Procura di Roma presentato a settembre 2017 ​con riferimento alle anomalie che hanno caratterizzato l'iter decisionale della Torino-Lione sembra svanito nella nebbia più fitta: a distanza di sei mesi nessun segnale, nessuna comunicazione, niente che faccia pensare che siano in corso accertamenti, neppure che l'esposto sia stato preso in considerazione.
Nulla, silenzio su tutto il fronte. In attesa e nella speranza che qualcosa si muova pubblichiamo il testo dell'esposto firmato da rappresentanti del Controsservatorio Valsusa, da sindaci della valle e da tecnici.

Esposto procura Controsservatorio timbro per sitoNell'esposto/denuncia venivano illustrate e documentate numerose anomalie nel percorso che ha portato all'approvazione della legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione: forzature, attestazioni inveritiere e giudizi tecnici inattendibili che i proponenti l'opera e i vertici dell'"Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione" hanno fornito al parlamento allo scopo di orientarne le scelte rappresentando una situazione di fatto diversa da quella reale e inducendo in errore le istituzioni competenti sui vantaggi dell’opera.
Da qui la conclusione che sussistano i presupposti per una valutazione giuridica anche in sede penale e la conseguente richiesta alla Procura di accertare la sussistenza delle irregolarità citate nell'esposto al fine di valutarne la rilevanza penale con tutte le decisioni e i provvedimenti conseguenti.

Che le ricostruzioni contenute nell'esposto ​non ​siano fantasie o ipotesi strampalate si può oggi anche intuire leggendo il documento pubblicato recentemente dallo stesso Osservatorio per la Torino-Lione istituito presso la Presidenza del Consiglio in cui si riconosce che «molte previsioni fatte 10 anni fa, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell’Unione Europea, sono state smentite dai fatti», salvo poi giustificare comunque la realizzazione del tunnel di base e di altri interventi non meno devastanti in territorio italiano con nuove opinabili ragioni.
Se le previsioni "sono state smentite dai fatti" non è forse logico chiedere che venga accertato se i fatti fossero veramente così imprevedibili o le previsioni così sballate? E pretendere una risposta è eccessivo?
Mentre si conferma l'insostituibile presenza del movimento popolare di opposizione al progetto (che nel tempo ha cambiato nome mantenendo la sostanza invariata: ora si chiama "Nuovo asse ferroviario Torino Lione") aspettiamo le decisioni della Procura di Roma: se ci sei batti un colpo.